Sugarcult

Sugarcult: Over

Sostengono di ispirasi alla musica di Joe Jackson ed Elvis Costello, ma in realtà suonano puro punk-pop di fine anni '90, quello ruvido ed energico imposto al mondo dai Blink 182 e dai Green Day. Sono i Sugarcult, quartetto californiano che prende il nome da quello di un gruppo di lesbiche che abitavano vicino alla casa del cantante Tim Pagnotta.
Nascono ufficialmente nel 1998, approfittando delle enormi occasioni di incontro offerte dall'ambiente scolastico: è al City College di Santa Barbara, infatti, che si incontrano Tim Pagnotta, Airin (basso) e Ben Davis (batteria). Passa il tempo necessario a un veloce rodaggio e la band già si esibisce nei club della zona come gruppo spalla dei Superdrag.
In questo periodo un quarto elemento si unisce alla formazione: si tratta di Marko 72, un chitarrista che si è fatto le ossa suonando il basso in punk band come Ataris, Swingin' Utters e Nerf Herder e che adora ascoltare a tutto volume Clash, Nirvana e Green Day, ossia la musica preferita dallo stesso Tim.
Nonostante le affinità musicali, questa volta il rodaggio è più lungo, anche perché l'ambizioso obiettivo è la conquista della competitiva scena californiana. Ma le premesse ci sono tutte, perché nell'agosto del 2001 l'etichetta Ultimatum pubblica l'album d'esordio della band: "Start Static" vende circa 500.000 copie, di cui 300.000 negli Stati Uniti, e lancia i Sugarcult verso una serie interminabile di esibizioni live in giro per il mondo (da soli, condividendo il palco con altre band, partecipando ai festival più importanti).
Tutto questo procura ai Sugarcult una solido seguito, disposto a portare pazienza pur di ascoltare una seconda prova degna del beneaugurante exploit. Tre anni più tardi i fan vengono accontentati: con un bel po' di esperienza in più sulle spalle e un nuovo batterista (Kenny Livingston), i Sugarcult pubblicano "Palm Trees And Power Lines", 12 nuovi brani che proseguono senza scossoni l'avventura musicale della band.