The Bee Gees

The Bee Gees: Over

Con oltre 30 anni di carriera, i Bee Gees sono uno dei gruppi pop più conosciuti.
Nessuna band del genere, degli anni '60, '70, '80 o '90 ha vissuto più alti e bassi di loro, o ha attratto un'audience tanto varia. Partiti nela seconda metà degli anni '60 come ensemble simil-Beatles, si sono presto evoluti come songwriter di tutto rispetto perfezionando uno strano mix di musica pop progressive. Poi, dopo aver toccato il nadir del successo a inizio anni Settanta, si sono reinventati come il più importante ensemble disco della decade, dileguatosi in seguito insieme allo stesso dance beat di cui erano i campioni incontrastati.
Da allora sono tornati di nuovo vittoriosi in ogni angolo del globo. Ma quello che è rimasto costante, in tanti picchi e abissi è il loro straordinario canto armonico.
I tre fratelli Gibb – Barry, Robin e Maurice - figli del musicista inglese Hugh Gibb, iniziano a suonare nel 1955 con nomi come Rattlesnakes, Wee Johnny Hays e Bluecats. Da Manchester si trasferiscono con i genitori a Brisbane, Australia, nel 1958, e suonano in alcune serate amatoriali facendo cover di gruppi come gli Everly Brothers o suonando brani scritti dallo stesso Barry. Già da allora si chiamano Bee Gees.
Firmano un contratto con l'australiana Festival Records nel 1962 e pubblicano dodici singoli e due album nell'arco di cinque anni. Presenziano ogni settimana ad uno show televisivo australiano, ma i loro dischi rimangono sconosciuti fino al 1967, quando la canzone “Spicks and Specks” raggiunge la #1, dopo il loro ritorno in Inghilterra. Il trio, che intanto ha trovato un manager in Robert Stigwood, della NEMS Enterprises di Brian Epstein (manager dei Beatles), si espande a un quintetto con il batterista Colin Peterson e il bassista Vince Melouney (entrambi australiani).
Il loro primo singolo dell'emisfero nord, “New York Mining Disaster 1941”, diventa hit sia in U.K che negli Usa (alla #.14 nel 1967) e segna la forma del loro lavoro dei due anni successivi: una melodia irresistibile e testi non tanto psichedelici quanto surreali. Segue una serie di ballate popolari come “To Love Somebody”, “Holiday”, “Massachusetts”, “Words”, “I've Got to Get a Message to You” e “I Started a Joke”.
Il gruppo sembra una manna caduta dal cielo sia per Stigwood che per le etichette che li hanno sotto contratto (Polydor in Inghilterra e Atlantic in America): soprattutto Oltreoceano la casa discografica era desiderosa recuperare per aver mancato di cavalcare l'onda della British Invasion e ora che aveva in mano una band la cui musica era la versione più accessibile e romantica dei Fab Four, aveva di che gioire. Un fatto curioso è che come conseguenza alla firma del contratto con la Atlantic, Stigwood riesce a far approdare negli States anche un gruppo di nicchia come i Cream di Eric Clapton, di cui cura gli affari!
Alcuni problemi sorgono nel 1969, a causa di una disputa sul disco che ancora oggi è considerato il loro lavoro più ambizioso: hanno appena terminato il doppio LP “Odessa”, un corpo di canzoni riccamente orchestrato, pesantemente prodotto e prepotentemente travolgente, la cui title track, lunga sette minuti, è piena di immagini spaventose e ritornelli splendidi. I fratelli non sono d'accordo su quale brano debba essere il primo singolo: il risultato è la decisione di Robin di lasciare Barry e Maurice, che mantengono il nome Bee Gees per un LP, “Cucumber Castle”. L'altro invece dà vita a “Robin's Reign” di cui è produttore, arrangiatore e autore, oltre a cantante, ovviamente: ottiene una hit con “Saved By The Bell”, che arriva alla #2.
Poi anche Barry e Maurice si dividono, e Melouney e Peterson lasciano la line-up: il batterista, in un episodio bizzarro, espone causa dichiarando di essere il legittimo proprietario del nome Bee Gees. Tutto questo lascia il gruppo inattivo per 18 mesi e “Odessa” non ottiene il successo che merita.
Le cose sembrano rimettersi a posto nel 1970, quando i tre Gibb si riuniscono per due ballate, le stra-vendute “Lonely Days” (la primoa #1 in USA)) e “How Can You Mend a Broken Heart” (1971), prima di una serie di flop tra il 1971 e il 1975, che coincidono con il passaggio di etichetta alla RSO Records di Stigwood.
È proprio quest'ultimo a reclutare il producer Arif Mardin, responsabile della conversione del gruppo all'R&B: li porta a Miami per la combinazione funk-cum-falsetto che li guida al terzo round di hit. “Main Course”, “Jive Talkin'” e “Nights on Broadway” preludono all'ondata disco-dance regalando ai Bee Gees il loro primo Disco di Platino.
Nel 1976 la RSO di Stigwood rompe con la partner Atlantic, tagliando Martin dalla produzione. Prendono il suo posto l'ingegnere del suono Karl Richardson e l'arrangiatore Albhy Galuten, che continuano con il gruppo registrando brani di successo come “You Should Be Dancing” e una ballata, “Love So Right”, che ricordano più gruppi come gli Spinners e gli Stylistics che i Beatles.
Nel frattempo Stigwood produce i film-musical “Jesus Christ Superstar” e “Tommy”, e chiede ai fratelli Gibb tre o quattro brani da utilizzare come colonna sonora di “La Febbre Del Sabato Sera” con John Travolta. La pellicola, diventata il manifesto di un'intera generazione, include cult come “Stayin' Alive”, “Night Fever”, e “How Deep Is Your Love”, vendendo 30 milioni di copie in tutto il mondo.
È la nascita ufficiale della disco-music.
La ritrovata popolarità non aggrada tutti gli ascoltatori, alcuni dei quali (pochi) continuano ad amare le loro vecchie canzoni e odiano il nuovo movimento che hanno creato. L'era della disco allora rappresentava libertà e divertimento (e forse anche l'ultimo periodo in cui le persone potevano fare sesso senza rischi), ma con il senno di poi ha assunto connotati di grottesco egoismo.
Barry, con Galuten e Richardson, intanto scrive e produce canzoni per Yvonne Elliman, Samantha Sang, Tavares, Frankie Valli, e per il giovane fratello Andy Gibb, cosi come la sigla del film “Grease”.
Nel 1978, con ancora l'OST di “La Febbre Del Sabato Sera” in alto nelle chart, i Bee Gees iniziano a collaborare con l'UNICEF, donando i proventi delle loro royalty e cercando altri artisti per lo stesso scopo.
Ma si sta preparando un altro periodo di 'magra'. Entro fine anni Settanta, la cattiva situazione economica, l'elezione di Ronald Reagan alla presidenza degli Usa e un generale esaurimento dei protagonisti, porta la disco al patibolo. Il gruppo contribuisce sicuramente all'avvicendarsi degli eventi con eccessi (rivelatisi colossali fiaschi al box-office e motivo di vergogna per tutti i coinvolti) come “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band”, un film 'ispirato' alle canzoni dei Beatles e prodotto da Stigwood.
Dopo “Saturday Night Fever” esce il platino “Spirits Having Flown” con tre hit alla No.1 “Too Much Heaven”, “Tragedy” e “Love You Inside Out”. A fine 1979 hanno cinque album di platino e più di 20 hit singoli. I loro giorni in vetta, però, sono contati.
La loro carriera subisce un altro traumatico down nell'ottobre del 1980, quando chiedono 200 milioni di dollari a Stigwood per “cattiva amministrazione”. Contemporaneamente Barry produce e canta in duetto con Barbra Straisand “Guilty” nel 1980. La vicenda legale si chiude nel maggio 1981 con le pubbliche scuse reciproche. “Living Eyes” è l'ultimo album dei Bee Gees per la RSO. Barry scrive e dirige un album per Dionne Warwick, “Heartbreaker”, mentre con i fratelli lavora a “Chain Reaction” per Diana Ross e “Islands in the Stream” per il duo Kenny Rogers-Dolly Parton.
Nel 1987 i fratelli Gibb uniscono ancora le forze per l'album “E-S-P” che include “You Win Again”. Sebbene questo lavoro non raggiunga il successo dei precedenti, va alla No.1 in Germania e entra in Top 5 in U.K Qui inizia un nuovo capitolo della loro storia, con i nuovi lavori (come “You Win Again”) che ricominciano a scalare le classifiche ovunque tranne che in America.
Sconvolti dalla morte del fratello minore Andy Gibb nel marzo 1988, si ritirano per un po', e Maurice si trova coinvolto nell'alcolismo.
L'album “One” esce nel 1989 e riceve una buona accoglienza da parte del publico di tutto il mondo, grazie alla title track che viene usata come primo singolo. Gli LP seguenti, “High Civilization” del 1991 e “Size Isn't Everything” del 1993 attraggono meno attenzione, ma la loro induzione nella Rock'n'Roll Hall of Fame nel 1997 porta alla pubblicazione di “Still Waters”, e nel 1998 alla release di un secondo album dal vivo, “Live – One Night Only”, inciso durante la loro prima apparizione su un palco dopo 10 anni di assenza dalle scene.
Nella primavera 2001 si ripresentano con l'album di inediti “This Is Where I Came In”, composto, eseguito e prodotto dai Bee Gees durante gli ultimi 3 anni, per la maggior parte negli studi di registrazione Middle Ear Studios in Florida, dove i Bee Gees vivono da tanti anni. Il brano che da il titolo dell'album racconta una storia, perché l'LP è veramente un nuovo punto d'origine per loro, nel senso che iniziano a riesplorare le radici della loro musica – rock, soul e ballate classiche – senza perdere quel tocco di contemporaneità che li riempie di nuovi fans in ogni successiva generazione.
A fine dello stesso anno approda nei negozi un doppio CD di successi, “Their Greatest Hits: The Record”, contenente classici come “Jive Talkin'”, “Tragedy”, “Staying Alive” e “Night Fever”.